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mercoledì 21 novembre 2012

La città dei sogni dov'è? "Sognare permette a ciascuno di noi di esseretranquillamente e veramente pazzo, ogni notte della nostra vita. "(William Dement)

Oggi giorno anche sognare è diventato un lusso! Lo Stato, troppo concentrato a riempire le proprie tasche e a sminuire gli eventuali rivali, non permette più di sognare!
Ci sono persone in gamba che studiano, s'impegnano, fanno sacrifici e hanno la fortuna di farcela...uno su mille! È gratificante sapere che una impercettibile possibilità di realizzarsi ce l'hanno tutti. E gli altri? Bè gli altri sono chooser o meglio choosy, arroganti che vorrebbero tentare di seguire i propri sogni, migliorare la propria vita e che rivendicano il diritto a sognare per non lavorare!
La vita è veramente bizzarra!
Spesso succede che qualcuno riesce a laurearsi dopo molti anni, dopo tante peripezie, ma invano poiché per loro, ormai grandi, non c'è assolutamente possibilità di provare a pensare lontanamente ad un sogno! Ovviamente non hanno diritto di vita poiché parassiti senza voglia di impegnarsi, loro non possono aver avuto problemi familiari o di salute o economici, per loro no, non ci sono sacrifici, loro meritano di brancolare nel buio!
In una società caratterizzata da separazioni o follie mature, un figlio dev'essere comunque una macchina da guerra, egoista e assassino della sua parte umana! Questo Stato educa ad assassinare l'umanità solo perché deve nascondere il suo marcio dietro un finto buonismo...si veste del suo abito perfetto della domenica e dall'alto giudica e accusa la gente di essere incapace!
Il senso umano e civico ormai non ha più alcuna utilità, si rischierebbe che qualcuno più capace possa soffiare l'amata poltrona e questo non può accadere visto che lo scopo non è far comodamente sedere chi è capace, non è quello della miglioria del paese!
Ad onor del vero anche la gente non fa nulla per cambiare le cose! I 'comizi' sono sempre strapieni e mi chiedo il perché! La risposta che mi sono data è che la causa di tutto è la disperazione; questa porta a riporre le proprie speranze nella cerchia del magna magna...! Hanno dimenticato che cercare consensi è un lavoro, un'abilità e non un piacere!!! La gente ha così tanto bisogno di sognare che ascolta le propagande che si fanno paladine della finta perfezione ed è così disperatamente disposta a credere alle parole che si manifestano ben coordinate!

martedì 18 settembre 2012

“La libertà è la forma intermedia della solitudine, il suicidio la forma estrema dell'unica compagnia che ti è rimasta.” (Aldo Busi, Suicidi Dovuti, 1996)

Ogni giorno sentiamo di persone che chiamiamo “deboli” o “disperate” che hanno deciso di abbracciare il reale vuoto, piuttosto che vivere nel vuoto obbligato e con il cuore pieno di lacrime e ci chiediamo: “Perché?”.
Mi verrebbe da pensare, perché per fortuna almeno i miei pensieri intimi nessuno me li può togliere, perché la gente si domanda e si dispera davanti ad atti irreversibili? Ovviamente credo che sia la reazione più naturale e spontanea, ma anche e soprattutto la più facile. È facile farsi domande quando non si possono avere quelle risposte che magari avrebbero crudamente irrotto nel nostro essere sordi costringendoci anche a non essere più ciechi.
Eppure sarebbe più facile il contrario! Non sarebbe meglio vivere la nostra vita che non lasciare che il tempo assorba la nostra vita? Non sarebbe meglio avere il coraggio di sentire e guardare i bisogni di una persona a cui diciamo di voler bene o di amare, piuttosto che piangerla?
Perché lasciare che lo strazio faccia parte della nostra vita quando, in realtà, potremmo semplicemente essere realmente egoisti tentando di combattere il cancro sociale che ci assale, sperando così di poter condividere un momento di serenità.
Un suicidio non è l’atto disperato o debole di una persona, piuttosto credo che sia un fallimento sociale. Siamo messi così male? Vorrei dire che non sia così… in una società abitata da milioni di persone è inumano e impensabile sapere che l’unica amica che non ci tradisce mai sia la solitudine!